Nella fascia intertropicale più vicina all'equatore sai trova la foresta pluviale , l'ambiente forse più affascinante, per la varietà della ricchezza e della vita che vi si svolge.
Il clima
La fascia equatoriale ha un'unica stagione, sempre calda e piovosa
Nella fascia intorno all'equatore non esistono la quattro stagioni, ma una soltanto perché le condizioni ambientali rimangono costanti tutto l'anno: anche il giorno e la notte durano entrambi 12 ore. Il clima è equatoriale, con precipitazioni abbondanti e temperature costantemente elevate. A causa del caldo l'acqua evapora velocemente, conferendo all'aria un elevato grado idi umidità. L'aria poi si condensa in nuvole e provoca nuove precipitazioni: è un ciclo infinito. Le nubi e l'umidità comunque filtrano i raggi solari mantenendo un po'più basse le temperature.

La flora e la fauna
La foresta pluviale è fatta di piante latifoglie sempre verdi
Le temperature elevate, le precipitazioni e l'intensità della luce che filtra attraverso le nubi sono tutte caratteristiche che aiutano lo sviluppo della vegetazione. il nome foresta pluviale deriva dal latino pluvia= pioggia, ma è anche chiamata foresta equatoriale o foresta vergine, cioè impenetrabile.
Le piante sono latifoglie sempreverdi perché le foglie non cadono mai nello stesso periodo. Le foreste pluviali offrono riparo a molta fauna varia ma composta di animali di piccola taglia: scimmie, uccelli pipistrelli, rettili e anfibi. Mancano i grandi erbivori e carnivori perché gli spazi sono molto ridotti , ma negli stagni ci sono coccodrilli, serpenti e pesci carnivori.
L'importanza ecologica della foresta pluviale
La foresta è un ambiente di straordinario interesse ecologico per la sua biodiversità, per il legno pregiato e le piante medicinali, per il valore climatico e metereologico e perché costituisce il polmone della terra. però il suo disboscamento rappresenta un grosso problema. Per questo obiettivo sono stati costituiti molti parchi nazionali, come quello dell'Iguacu in Brasile: qui la fauna rimane lussureggiante e la foresta ricca, e la, popolazione può vivere in pace.
Insediamento umano e sfruttamento del suolo
Le foreste pluviali forniscono sostentamento a una popolazione ridotta
Nelle foreste vivono solo piccoli gruppi umani, organizzati in tribù. Infatti non ci sono molte risorse utilizzabili per l'uomo. Tuttavia alcuni popoli praticano una rudimentale agricoltura basata sulla tecnica del debbio. Prima creano una radura nella foresta bruciando tutto intorno, poi nei territori fertilizzati dalla cenere piantano molti prodotti. Ogni due o tre anni però sono costretti a spostarsi in un'altra zona perché la poca fertilità del suolo si esaurisce presto.
Lo sfruttamento dei legnami e dei minerali ha provocato grandi disboscamenti
Questi luoghi, anche se poveri di risorse per i popoli che vi abitano, sono molto ricchi di materiali utili per gli uomini del "primo mondo". La risorsa più pregiata è il legname, compatto e senza imperfezioni e le specie più utilizzate sono: il teak, l'ebano, il palissandro e il mogano. Per utilizzare questi ultimi sono stati fatti intensi disboscamenti, senza preoccuparsi di rimboschire. Molte aree disboscate sono state cedute a grandi aziende agricole, che le usano per il pascolo o per la coltivazione di piante tropicali, ma il beneficio di queste colture non cade sulla popolazione locale, sono i commercianti che ricavano il profitto maggiore.
Molte foreste nascondono  anche consistenti risorse minerarie, come petrolio, ferro uranio e minerali preziosi, la cui individuazione ha aperto la porte alla penetrazione di cercatori d'oro e di diamanti, e anche di grandi compagnie minerarie. gli effetti sono particolarmente devastanti per l'ambiente, che in molti casi subisce grandi trasformazioni: l'apertura di strade, la realizzazione di linee ferroviarie, oleodotti e gasdotti. nei pressi dei giacimenti nascono villaggi per ositare il personale delle miniere, con il risultato di interferire pesantemente con i modi di vita degli indigeni e rovinando il bellissimo ambiente.